diruinside93 ([info]diruinside93) wrote,
@ 2007-10-13 14:15:00
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Schrei Ich Liebe Dich

Visto che non sono mai riuscita a postarla da qualche parte in Internet(visto che sono realmente IMPEDITA con il computer!), posto la mia fanfic a capitoli qui, con la speranza che ci riesca...

Schrei Ich Liebe Dich

 

Titolo: Schrei Ich Liebe Dich

Autore: diruinside93

Rating: NC-17

Genere: Romantico

Avvisi: è Twincest, non è scritta a scopo di lucro, niente è vero… beh, non è la mia prima slash sui gemelli, ma sono ancora una “scrittrice”(se così si può dire!) acerba… ho messo NC-17 perché si svilupperà in “quel senso” nei prossimi capitoli… per ora niente di che, quindi! Ambientata ai tempi dei “Devilish”, anche se le date e alcuni fatti non coincidono per niente, il rapporto tra Tom e Bill è già “avanzato”, ma ancora non hanno “ammesso” niente. Ah, dimenticavo, narrazione in prima persona di Bill!

Riassunto: i due gemellini all’età di 14 anni, la loro vita scolastica e non, un rapporto difficile, ambiguo; con richieste che, anche se contro la nostra volontà, non sempre si possono soddisfare. Fratelli.

Gemelli.

Amici.

Amanti.

Quante cose possono essere due semplici persone?

(scusate, ma faccio schifo nel fare i riassunti!^^)

 

Nota Di diruinside93:

Dedicata ad Eleonora, la persona più importante per me. Spero ti piaccia, gemellino!

 

Capitolo Uno

 

Mi guardò ancora negli occhi, per poi rispostare il suo sguardo sul mio corpo. Si soffermò sul cavallo dei miei jeans e poi incatenò i suoi occhi sulle mie labbra semiaperte.

Avevo il fiato corto, e ansimavo rumorosamente.

-         Sei osceno, Bill… - mi sussurrò all’orecchio sinistro, mordicchiandomi il lobo e succhiando il mio orecchino.

I suoi rasta, attorcigliati in una coda stranamente non rilegata in un cappellino, oscillavano sul mio viso, seguendo i movimenti della sua testa.

-         Uhm, no… - cercai di divincolarmi per l’ennesima volta, ma la sua stretta sui miei polsi era troppo ferrea.

Salì a cavalcioni su di me, lasciandomi libero un braccio.

-         Zitto! – mi ordinò.

Con la sua mano andò lentamente sotto la mia maglietta blu.

Cominciò a stuzzicare la mia pelle calda con tocchi leggeri e gelidi di dita. I miei muscoli si contrassero, invitandolo involontariamente - involontariamente? - a continuare.

Mugolai qualcosa di sconnesso.

-         Come fai, Bill?… ti ecciti per così poco, fratellino… - levò la mano da sotto la stoffa della maglia e mi lasciò libero da qualunque presa. Con dei goffi movimenti riuscii a mettermi a sedere sul letto, ansimante.

Eccitazione.

Piacere.

Quella cosa che mi prendeva, e mi faceva impazzire.

Impazzire per te.

Lui se ne stava ancora sopra di me, e mi guardava con fare superiore.

Perché aveva smesso quella dolce tortura?

Una parte di me era sollevata, ma un’altra reclamava… di più.

Mi maledissi interiormente, a quel pensiero.

Aveva smesso?

Bene, era quello che io volevo.

Doveva smetterla.

Sennò anch’io mi sarei lasciato andare troppo.

-         Tomi? – dissi timidamente, in un sussurrò.

Si stuzzicò il piercing al labbro con la lingua in un gesto dannatamente sensuale.

Cristo, come potevo oppormi a lui?

-         Si, Bill? – continuò a guardarmi, soddisfatto. I dread gli ricadevano in modo sconnesso sulle spalle.

-         Ti potresti… spostare? – Tom corrugò un sopracciglio.

Mi guardò, stranito.

Poi, lentamente, si spostò da sopra di me, mettendosi a sedere sul letto dove anch’io ero deposto.

I nostri corpi erano leggermente in contatto, il mio volto ricoperto dal rossore.

Per qualche minuto posò la sua attenzione verso i muri della stanza. Poi, con uno scatto fulmineo, girò la testa verso di me.

-         Vaffanculo, Bill. -  mi sussurrò, per poi alzarsi repentinamente e uscire fuori dalla nostra camera sbattendo violentemente la porta. I suoi vestiti larghissimi gli bloccavano leggermente i movimenti, ma il suo passo era sempre molto deciso.

 

Si, vaffanculo di cuore, Bill.

 

Si era arrabbiato.

Era inequivocabile.

Odiavo quando io e Tomi litigavamo: spesso potevamo stare anche per giorni senza rivolgerci la benché minima parola.

Grugniti, offese, botte.

Niente di civile, insomma.

Ma che ci potevo fare, io?

Volevo così tanto bene a Tomi, che anche solo il pensiero di poterlo perdere mi faceva stare male. Avrei voluto passare tutta la mia vita con lui, stargli sempre accanto, condividere tutto.

Era questo, uno dei miei desideri.

Uno dei tanti?

Più che altro, l’unico.

Cristo, lo sapevo che non eravamo normali.

Il nostro rapporto era tutt’altro che normale.

Ma io necessitavo di lui. E anche lui sembrava necessitare di me.

Ma, in maniera diversa.

Il mio bisogno veniva placato dallo stare semplicemente accanto al mio Tomi. Dal sentire che lui c’era.

La sua presenza mi bastava. La consapevolezza che lui era vicino a me mi dava conforto.

Ma per lui tutto questo sembrava essere soltanto il “minimo”.

Tom cercava sempre di possedere non solo la mia anima, ma… beh, anche il mio corpo.

E questo la mia coscienza non me lo permetteva.

“E’ tuo fratello!”, mi ripeteva una vocina scocciante nella testa. Lo sapevo, certo che lo sapevo. Non c’era bisogno che qualcuno me lo ricordasse.

Ogni giorno, ora, secondo della mia vita io lo sapevo. Avevo sempre avuto la consapevolezza di amare mio fratello gemello.

Stessa madre.

Stesso padre.

Stesso sangue.

Stesso viso.

A volte pensavo che la mia fosse solo una forma di narcisismo: “A me piace Tom solo perché è uguale a me”, mi ripetevo.

Eppure, come ipotesi, non tornava.

Perché io non avevo mai amato me stesso.

E perché Tomi semplicemente non m’assomigliava per niente.

Il suo modo di vestire, di atteggiarsi, di pensare.

Non eravamo simili.

Eravamo gli opposti.

E, per questo, noi ci completavamo a vicenda. Non eravamo solo due gemelli. Noi eravamo due anime gemelle.

Ma non riuscivo ad ammetterlo.

Ero ancora troppo ingenuo, troppo innocente.

Il solo pensiero di “fare quelle cose” con il mio osannato gemellino mi terrorizzava.

Avevo paura di lui.

Ma soprattutto, avevo paura di me stesso. 

 

/…/ Continua /…/

Okay, finalmente il mio desiderio di pubblicarla si è avverato(anche se magari nessuno mai la leggerà!^^)

Passando ad altro, oggi finalmente tutto bene... Dopo un giorno a casa di meritato riposo avuto contro Fioroni mi sono sentita infinitamente meglio... Viva gli scioperi!
Ciao Ciao,

diruinside 93
  




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